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Impasse a livello di protocollo: un ponte tra la clinica e l’arte

Maria Serena Barreca

Spesso le psicoterapie che si basano sulle parole non favoriscono il contatto con tali cicatrici, a volte al contrario, l’ostacolano. Mi soffermerò sull’importanza del trauma e del dolore profondo che i pazienti hanno vissuto nella loro vita e che hanno “incapsulato” nel corpo. Tra i diversi approcci che l’AT utilizza nella clinica, considero l’approccio di William Cornell, che dà al corpo un posto centrale nella relazione e nella alleanza terapeutica, il più adatto per questo scopo.

Proporrò l’utilizzo di tale approccio corporeo-relazionale, in unione ad una forma d’arte che possiede la prerogativa di incoraggiare il paziente a poter accedere al suo mondo interno: tale strategia è particolarmente utile con quei pazienti che si avvantaggiano di forme artistiche in cui è il “tratto” che, narra la storia conosciuta ma mai venuta alla consapevolezza.

Neopsiche 18

Anno 2015

Pagina 103-111

Corpo

Arte

Nuovi orientamenti